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Winnie the Pooh e Marco

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Pensieri sparsi
O mare nero, o mare nero, o mare ne...
Written by Marco Carosio   
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Tu eri chiaro e trasparente come me. Era davvero chiaro e trasparente l'ultima volta che avevo visto il Mare dei Caraibi dall'altopiano di Tulum in Messico, nel 2007. Strano ma vero, Tulum è l'unico sito archeologico Maya sul mare, un posto incantevole. La spiaggia bianca è composta principalmente di particelle di carbonato di calcio. Oltre al caratteristico colore bianco, che in contrasto al mare di un blu indefinibile crea un effetto decisamente unico, la sabbia non brucia perché il carbonato di calcio non si scalda come il silicio. Il sole picchia come il martello di un fabbro ma all'ombra delle palme la situazione è decisamente più piacevole. L'ingresso in acqua è tutt'altro che fastidioso, specie nei mesi estivi, quando la temperatura superficiale del mare sale al punto da eguagliare quasi quella corporea. E' come entrare in una gigantesca vasca di acqua calda...

La biosfera di Sian Ka'an (in lingua Maya Porta del Cielo) si concentra nell'area costiera compresa tra Cancun e Tulum, nello stato stato federale messicano del Quintana Roo e raccoglie una varietà biologica impressionante, dalla barriera corallina (la seconda al mondo per estensione) alle specie animali e vegetali più varie. Da più di venti anni è patrimonio dell'UNESCO e parco nazionale. Purtroppo, data la sua esposizione, la riserva naturale di Sian Ka'an è minacciata dagli uragani che in questi anni vanno lentamente ma progressivamente ad aumentare di intensità. La responsabilità purtroppo è anche nostra.

Per fortuna la traiettoria della marea nera non passerà per Sian Ka'an, almeno per ora, ma di sicuro colpirà duramente diverse altre zone. Inoltre per la fine dell'estate, stagione degli uragani permettendo, la marea nera potrebbe arrivare a lambire le coste europee spinta dalla Corrente del Golfo, mentre le tempeste tropicali e gli uragani comprometteranno le operazioni di bonifica, esponendo la zona circostante a piogge acide e di catrame... Infine le operazioni di trivellazione off shore, considerate ormai l'ultima risorsa disponibile per sostenere un ritmo di estrazione insostenibile, comportano seri rischi. La piattaforma Deep Water Horizon ne è un esempio lampante. In ogni caso lo scenario che si preannuncia è davvero drammatico.

E se una cosa del genere si verificasse nel Mediterraneo? Lo scenario sarebbe anche peggiore, dal momento che il nostro mare è chiuso.

Addio Mare dei Caraibi!

 
Lettera aperta dell'ASPO Italia alle amministrazioni pubbliche?
Written by Marco Carosio   
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Accidenti, questa volta i ragazzi dell'ASPO fanno sul serio! Una lettera aperta alle amministrazioni pubbliche? Adesso non hanno proprio più scuse, se ancora una volta non faranno nulla possiamo tranquillamente prepararci ad un collasso della civiltà. Sebbene un tale collasso possa in un certo  senso sovvertire un ordine malato che è andato costituendosi nel tempo. C'è da credere che la caduta di certi poteri che traggono linfa dal sistema in atto lascerà il posto per un nuovo ordine, più equo e sostenibile... Oppure al caos.

Un punto resta fermo. Una progressiva contrazione di beni e servizi stroncherà sul nascere una ripresa economica da anni agognata, dandole il fatidico bacio della morte e precipitando la situazione socio economica indietro di cento anni. Chi ha poco nella vita non sentirà troppo il colpo, ma chi ha tanto e di colpo si troverà con niente tra le mani allora piangerà. L'ultima cosa a cui pensiamo eprò è il lavoro. Quanti di noi sono pronti a perderlo? Che effetto avrà un incremento della povertà sulla già disastrata situazione odierna? Fino a che punto i conflitti sociali si amplificheranno tra chi ancora potrà beneficiare di ciò che resta degli agi di una civiltà che scompare e chi ne sarà tagliato fuori?

 
There's a storm coming
Written by Marco Carosio   
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Era una mattina come tante altre e come al solito aspettavo la corriera per andare al lavoro. Soltanto un presentimento turbava la solita tranquillità, lo stesso presentimento che mi turba tutti i giorni quando comtemplo lo scellerato ottimismo di chi non è consapevole dei tempi che corrono. Vedevo le automobili sfrecciare o ferme in coda al semaforo, le luci accese ed i treni in fase di manovra, la gente che va ad occupare un posto di lavoro che con molta probabilità assicura un futuro a loro stessi ed alle loro famiglie. Li guardavo e mi veniva in mente la scena finale del film Terminator. C'è una tempesta all'orizzonte, molti non ci fanno nemmeno caso e proseguono per la loro strada, qualcuno alza il dito e dice: "C'è una tempesta in arrivo!", ma solo una persona, Sarah Connor, non ne sembra stupita, guarda e si limita a dire: "Lo so".

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L'aria triste ed allo stesso tempo profondamente consapevole di quella donna (tra l'altro è una delle scene che preferisco di un film che giudico un capolavoro) è decisamente caratteristica dei nostri tempi. La tempesta che verrà è il cambiamento che si sta profilando all'orizzonte della nostra era, e giungerà tanto presto che ci troverà impreparati. Sebbene sia l'urgenza dei nostri tempi, la classe politica sembra perfettamente a suo agio, rilassata e positiva riguardo le prospettive future. Forse perché sa qualcosa che noi non sappiamo? Dubito. forse perché non sa qualcosa che noi sappiamo? Già più credibile. Forse perché sa esattamente quello che sappiamo noi ma non gliene frega niente o on ha interesse a cambaire le cose. Ancora meglio.

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Dacci oggi i nostri 85 milioni di barili quotidiani
Written by Marco Carosio   
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PetrolioQuesto è ciò che il mondo brucia ogni giorno per scaldare le case, muovere le automobili, far funzionare le industrie, illuminare case e uffici e alimentare tutta una serie di servizi che ci rendono la vita sempre più difficile. Tempo fa ero un fautore di un nuovo medioevo, sognavo un futuro post peak in cui il costo elevatissimo del poco petrolio rimasto avrebbe contratto enormemente la domanda e di conseguenza l'erogazione dei servizi su di esso basati. Pensavo ad un futuro diverso dai disegni avveniristici che la pubblicità ci proponeva quando ero bambino, pensavo più ad un futuro povero stile Mad Max Iterceptor...

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Extraterrestre portami via
Written by Marco Carosio   
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Incontri ravvicinati del terzo tipoExtraterrestre portami via voglio una stella che sia tutta mia... cantava Eugenio Finardi, forse senza tenere conto che l'extraterrestre in questione potrebbe non necessariamente essere il mostricciattolo commuovente ideato da Spielberg. Magari un po' suscettibile, se non proprio cattivo, parecchio arrabbiato per i problemi della sua razza e stanco dopo un viaggio faticoso durato un'eternità. Se le sue intenzioni fossero tutt'altro che buone sarebbe anche comprensibile :)

Ma scherzi a parte, la notizia che gira in questi giorni è delle più sensazionali. Il presidente Obama annuncerà il 27 novembre 2009 l'avvenuto contatto con sei razze aliene, molte delle quali pacifiche... Ci sono parecchie implicazioni riguardo, qualcuno troverà il modo di fare della speculazione, e poi  beneficio di chi andranno gli eventuali possibili scambi di conoscenze? E se poi fosse vera la teoria del complotto, che cioè il genere umano è solo carne da cannone, cavie per esperimenti condotti da una razza aliena che fugge dal suo pianeta ormai giunto alla fine per colonizzarne uno nuovo? L'ibridazione  sarebbe il metodo più semplice per adattarsi al nuovo mondo senza troppi traumi e portando con sé tutta la loro ricchezza genetica ed evolutiva... E poi i Raeliani cosa penserebbero'.

Prima di andare oltre, c'è una domanda che mi pongo. Ma chi ha detto che il 27 novembre succederà tutto questo? La Casa Bianca no. E allora chi? La questione è sviscerata in modo sempre molto esaustivo su Attivissimo.net alla voce: Obama annuncerà che siamo in contatto con gli alieni. Probabilmente siamo talmente assuefatti dall'argomento che tendiamo a preconfigurarci la realtà ancora prima di conoscerla. Forse tanto cinema degli ultimi dieci anni ha creato nell'immaginario collettivo l'aspettativa che tutto debba succedere secondo certe modalità, però è affascinante pensare a questo evento come ad una possibilità di dare risposta ad uno dei più grandi interrogativi della storia.

 
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Book log

The club Dumas (Arturo Pérez-Reverte)

2006, Harvest Books

ISBN-13 978-01-56032-83-4


L'ombra del vento (Carlos Ruiz Zafon)

2001, Mondadori

ISBN-13 978-88-04561-30-9


La biblioteca dei morti (Glenn Cooper)

2009, Editrice Nord

ISBN-13 978-88-42916-06-2


Il manoscritto dell'imperatore (Valeria Montaldi)

2008, Rizzoli

ISBN-13 978-88-17019-91-0


Piano B 3.0 (Lester R. Brown)

2008, Edizioni Ambiente

ISBN-13 978-88-89014-87-5