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Written by Marco Carosio
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Anche questa è vecchia. alcune cose sono cambiate, oggi un sacco di gente usa C# per esempio, nuovi linguaggi sono nati ed altri sono caduti in disuso, ma è lo spirito che conta. Questa girava in rete nei primi anni del 2000...
Ecco una bella collezione di ragioni, vere e solide, per NON usare un certo linguaggio di programmazione. In ordine di diffusione secondo il conteggio progetti di SourceForge.
C
Per fare anche la cosa più piccola ci metti un sacco di tempo. Perfino le stringhe te le devi inventare. E se te le inventi male, facendo assunzioni tipo “ma non sarà mai più lunga di un k”, riempi i programma di buchi accessibili dall’esterno. Non parliamo poi dell’aritmetica dei puntatori: a fare un array multidimensionale devi farti gli schemini. E se vuoi fare una cosa appena appena più complicata, dopo un mese hai appena cominciato a “progettare il framework”. E stai pensando che forse si potrebbe estendere il linguaggio ad oggetti…
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Written by Marco Carosio
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Un'altra chicca! Anche questa risale agli anni '90, la si poteva trovare facilmente sfogliando i newsgroup umoristici o informatici. Ne esistono diverse versioni più recenti, rimaneggiate e corrette a seconda dei tempi e delle novità, ma questa è l'originale. O almeno credo. Questa è la prima descrizione! pervenutaci del Vero Programmatore, risalente ad un lontano venerdì 16 gennaio 1998.
Il Vero Programmatore
Tornando indietro ai vecchi e gloriosi giorni dell'informatica primordiale era relativamente facile distinguere tra veri uomini e ragazzini (nella letteratura classica la distinzione e' tra "veri uomini" e "mangia-quiche").
Durante quei tempi i Veri Uomini erano gli unici che si intendevano di computer, gli altri (i ragazzini o "mangiatori di quiche") erano quelli che di computer non se ne intendevano.
I Veri Uomini dicevano cose come "DO 10 I=1,10" o "ABEND" (ovviamente parlando in lettere maiuscole, mi sembra ovvio), mentre il resto della gente diceva semplicemente che i computer erano cose troppo complicate per loro. (sempre il lavoro [1] dice appunto che non esistono cose troppo complicate per il vero uomo).
Ma, come in tutte le cose, i tempi cambiano, adesso viviamo in tempi in cui anche le vecchiette hanno dei computer dentro i loro forni a microonde, in cui qualunque Vero Uomo può essere battuto da un ragazzino di 12 anni in qualunque videogioco, in cui chiunque può comperare, usare e capire un computer.
Il Vero Programmatore rischia di intraprendere la via dell'estinzione, sopraffatto da universitari che basano la loro vita su Mouse ed Icone.
E' percio' necessario stabilire una netta distinzione tra Il Vero Programmatore ed un universitario giocatore di Pac-Man. Se questa distinzione sarà chiara questi giovani inesperti potranno avere un modello guida, un padre spirituale a cui ispirarsi. Inoltre sarà possibile spiegare ai datori di lavoro perché non è né necessario né giusto sostituire dei Veri Programmatori con dei giocatori di Pac Man, anche se il risparmio sugli stipendi sarebbe considerevole.
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Written by Marco Carosio
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Questa è una storia vecchia, era vecchia nel 1999 quando facevo le superiori e quando gli allegati nelle email erano testuali, perché con un modem 56k non potevi fare miracoli. C'era sempre l'amico burlone che riceveva una mail divertente in formato ASCII e la girava a tutta la sua lista di contatti.
Ricordo questa, una storia a tratti nerd, molto nerd, pure troppo. Rido ancora adesso leggendola a distanza di quasi 10 anni e se anche voi riderete leggendola significherà che il nerd che è in voi non è ancora morto.
Il timer a Dasd City by-passava tranquillo. Dopo l'ultimo processor ad un ladro di polling tutto sembrava quiet. Nel saloon si giocava a card. Appoggiato al benchmark, Job sorseggiava un punch fumando una cisc. Dal cinturone pieno di cartridge pending una Browsing 48K. L'host stava pulendo con uno scratch una picture del Generale Cluster. All'improvviso... shutdown!!! Si open la port ed enter Blank, point il digit e disse: - Hai Job, brutto figlio di put, mi hanno detto che fai il default con Key, la mia ragazza! - Output di qui e non mi rompere le labels else ti unpack il queue! - response Job all'inquiry di Blank. - Non fare il buffer, ti pare il modem di parlarmi? - disse Blank. - Mettiamo le cause in sinclair e non fare il phase! - lo interrupt Job - Ho fatto il default con Key perché tu la lasci sempre standalone e io la console. E lo farò finché mi farà commodore!
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Written by Marco Carosio
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gni volta che si legge un'email l'occhio non può che cadere sulle ultime righe, dove l'autore ha scritto la sua firma e di solito aggiunto in calce il file signature.txt, contenente una frase o un disegno ASCII dal contenuto altamente esplicativo. Di solito gli informatici, come sottospecie di matematici, amano fare umorismo su se stessi e sulla loro natura nerd per definizione. Eccone una raccolta campionaria.
Numerose seguiranno, l'elenco è sempre in aggiornamento!
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Written by Marco Carosio
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Questa celebre domanda nasconde nella sua semplicità molto più di quello che tanta gente pensa. Quante persone servono per cambiare una lampadina? Beh, la risposta non è immediata, dipende dalle persone. Siano esse carabinieri, matematici, fisici o informatici. In particolare mi concentrerò su questa ultima categoria, che offre molti archetipi davvero singolari, in funzione chiaramente del loro background tecnico.
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